Sai perché una contrada di Rutigliano chiamata Pozzo Cannella potrebbe nascondere una storia molto più antica di quanto immaginiamo?

Pozzi a forma di bottiglia, una condotta sotterranea chiusa da una frana, una chiesa del Quattrocento ridotta a rudere. Tutto in una contrada che a Rutigliano quasi tutti conoscono solo di nome.

di Vito Valenzano

Pozzo Cannella è a pochi chilometri dal paese: campi coltivati, muretti a secco, strade di campagna. Ci si passa in macchina senza farci caso. Il nome, però, dice già molto: qui l’acqua era una risorsa preziosa, e attorno all’acqua si organizzavano il lavoro dei campi, la vita di tutti i giorni, perfino la forma del territorio.

Secondo le ricostruzioni di alcuni studiosi del posto e le testimonianze che hanno raccolto, in quest’area ci sono ancora i resti di pozzi e strutture sotterranee. Roba che meriterebbe ben altra attenzione di quella che riceve.

È la storia di una Rutigliano contadina, fatta di animali da lavoro, sentieri tra i campi e posti dove ci si fermava a prendere l’acqua. Una storia di cui, sotto quei campi, potrebbe esserci ancora parecchio.

Quando l’acqua decideva tutto

Per capire Pozzo Cannella bisogna immaginare una campagna senza acquedotto.

In Puglia le estati sono lunghe e secche e il terreno è calcareo: la pioggia non si ferma, scende. Per chi viveva di terra, pozzi, cisterne e sistemi per raccogliere l’acqua piovana erano indispensabili. Rutigliano non faceva eccezione, e lo si vede dal numero di pozzi sparsi nelle sue campagne.

Anche a Pozzo Cannella, stando alle ricerche pubblicate da fonti locali, c’erano pozzi che servivano alla popolazione. I documenti citati in quelle ricerche parlano di lavori di manutenzione fino alla metà dell’Ottocento. Segno che probabilmente non erano pozzi privati di questo o quel contadino, ma un bene di tutti, di cui qualcuno si prendeva cura.

Lo sapevi? Il nome della contrada

In molte parti d’Italia la “cannella” è il tubo o il beccuccio da cui esce l’acqua. Il nome Pozzo Cannella potrebbe venire da lì, dal ricordo di un vecchio punto dove ci si riforniva. È un’ipotesi: un documento che lo dimostri, per ora, non è saltato fuori.

Sotto i campi, pozzi e cunicoli

La parte più sorprendente sta sotto terra. Alcune esplorazioni speleologiche nel territorio di Rutigliano hanno documentato pozzi “a bottiglia”: stretti in alto, larghi in basso, costruiti per raccogliere o conservare l’acqua.

Uno, chiamato “pozzo zero”, scende per circa 13 metri e 60. E c’è una condotta sotterranea che gli esploratori hanno percorso per circa 18 metri, finché una frana non ha chiuso il passaggio.

A cosa servissero esattamente, se fossero collegati tra loro, come siano cambiati nei secoli: non si sa. E non si può dare per scontato che siano tutti della stessa epoca o parte di un unico impianto. Per datarli servirebbero scavi, confronti con altre costruzioni e documenti d’archivio.

Lo sapevi? Un percorso sotterraneo interrotto

Diciotto metri, poi la frana. Quanto continuasse quella condotta, e dove portasse, oggi nessuno lo sa.

San Lorenzo, la chiesa in mezzo ai campi

Tra le testimonianze della zona c’è la chiesa rurale di San Lorenzo. Il Ministero della Cultura la fa risalire al XV secolo; nel tempo è stata rimaneggiata più volte e oggi è un rudere.

Le chiese di campagna non servivano solo per la messa. Erano punti di riferimento lungo le strade, davano un’identità alle contrade intorno.

La scheda del Ministero segnala anche, vicino alla chiesa, pozzi e un antico acquedotto sotterraneo. Fede, lavoro dei campi e acqua nello stesso pezzo di terra. Che la chiesa e i cunicoli siano nati insieme non è detto. Di sicuro appartengono allo stesso mondo, quello in cui l’acqua contava più di tutto.

Più antichi del Medioevo?

C’è poi un vicino importante: Azetium, l’antico insediamento individuato in contrada Castiello. Le campagne di Rutigliano erano abitate molti secoli prima delle masserie, e qualche pozzo potrebbe essere più vecchio del Medioevo.

Qui però bisogna andarci piano. Avere un sito antico a due passi non rende antichi tutti i pozzi intorno. Le strutture si riusano, si allargano, si rifanno: capire se un’opera è antica, medievale o moderna richiede indagini vere.

Una cosa però si può dire: in pochi chilometri ci sono tracce di epoche diverse, una sopra l’altra. Insediamenti, campi, opere per l’acqua.

Lo sapevi? I pozzi scomparsi

Molti pozzi oggi non si vedono più: chiusi, coperti, finiti dentro una proprietà o sotto una costruzione nuova. Qualche anziano se li ricorda ancora. Il paesaggio, invece, li ha già dimenticati.

Una storia che sta sparendo

Con l’acquedotto, i trattori, le strade nuove e i terreni divisi e riaccorpati, i pozzi hanno smesso di servire. E quello che non serve, prima o poi, sparisce.

Un pozzo si chiude per sicurezza. Una condotta si riempie di detriti. Un muro nuovo si mangia le pietre di quello vecchio. Nessuno lo fa per cancellare il passato: succede, una generazione dopo l’altra. Ma il risultato è quello, un pezzo di storia del paese se ne va senza che nessuno se ne accorga.

Per questo Pozzo Cannella è più di un nome sulla mappa. Racconta da secoli come questa gente ha vissuto con la propria terra. Per ricostruirlo bene servirebbero le vecchie mappe del catasto, le carte del Comune, le foto di famiglia e i ricordi di chi quei pozzi li ha usati davvero.

Quello che ancora non sappiamo

Oggi Pozzo Cannella è campagna come tante: coltivazioni, proprietà, strade fatte ogni giorno da chi lavora la terra.

Quanto erano lunghe le condotte, chi ha scavato i primi pozzi, da quando la contrada si chiama così: con quello che si sa oggi, non si può rispondere.

Ma le risposte potrebbero essere più vicine di quanto sembra: in un cassetto, in un archivio, nella memoria di un nonno. A volte i posti in cui passiamo da sempre sono proprio quelli di cui sappiamo meno.

Se avete vecchie foto della contrada, o se qualcuno in famiglia vi ha raccontato di quei pozzi, scrivetemi a [email protected]. Questa storia la possiamo completare insieme.

E tu cosa dici? Questa notizia è…

🔍 Dietro la notizia

Tutto vero. Ecco cosa sappiamo e cosa no

  • ✅ Vero: i pozzi “a bottiglia”, il “pozzo zero” di circa 13,60 metri e la condotta esplorata per circa 18 metri vengono da esplorazioni speleologiche documentate nel territorio di Rutigliano.
  • ✅ Vero: la chiesa rurale di San Lorenzo è schedata dal Ministero della Cultura, che la fa risalire al XV secolo e segnala vicino pozzi e un antico acquedotto sotterraneo.
  • ❓ Ancora da dimostrare, e l’articolo lo dice: l’origine del nome “Cannella” e un possibile legame dei pozzi con l’antica Azetium. Sono ipotesi, non fatti.

Questa volta niente bufala. Ma controllare prima di condividere conviene sempre.