Sai perché la Groenlandia fa parte della Danimarca anche se è più vicina al Canada?

Per oltre tre secoli la Groenlandia è stata considerata una terra “scomparsa”. In Europa si sapeva che esisteva, ma nessuno era davvero in grado di dire chi la governasse, chi la abitasse e se fosse ancora collegata al resto del mondo. Una sorta di buco bianco sulle mappe, rimasto fuori dalla storia più a lungo di quanto si pensi.

La storia della Groenlandia, in realtà, comincia molto prima delle mappe europee e segue un percorso fatto di migrazioni, abbandoni, ritorni e legami politici nati quasi per caso.

I primi esseri umani arrivarono sull’isola oltre 4.500 anni fa, provenienti dall’Artico canadese. Attraversarono mari gelati e distese di ghiaccio seguendo gli animali di cui vivevano. Erano popolazioni adattate a condizioni estreme, antenati degli attuali Inuit, capaci di sopravvivere dove l’agricoltura era impossibile e il clima cambiava continuamente.

Per millenni la Groenlandia restò un mondo artico abitato solo da queste comunità, fino a quando, intorno all’anno 985, arrivarono navigatori provenienti dal Nord Europa. Il più famoso fu Erik il Rosso, che raggiunse la costa sud-occidentale dopo l’esilio dall’Islanda. Fu lui a dare all’isola il nome “Groenlandia”, probabilmente per renderla più attraente agli occhi dei coloni.

I Vichinghi fondarono insediamenti stabili, costruirono chiese e fattorie e mantennero per secoli legami con la Norvegia e l’Europa cristiana. Per circa 500 anni vissero in Groenlandia, mentre le popolazioni inuit continuavano a occupare altre zone dell’isola, con stili di vita molto diversi.

Poi, tra il XIV e il XV secolo, le colonie vichinghe scomparvero. Le fonti storiche indicano una combinazione di fattori: il clima divenne più rigido, i commerci con l’Europa diminuirono e la vita agricola diventò sempre più difficile. Gli Inuit, invece, rimasero. La Groenlandia tornò lentamente a essere un territorio artico abitato quasi esclusivamente da popolazioni locali.

Quando la Norvegia entrò in unione con la Danimarca nel 1380, anche i territori formalmente legati alla corona norvegese passarono sotto l’influenza danese. La Groenlandia, però, restò per secoli ai margini: lontana, poco accessibile e scarsamente conosciuta.

Solo nel 1721 la Danimarca tornò ufficialmente sull’isola, avviando una nuova fase di presenza stabile fatta di missionari, commercianti e amministratori. Da quel momento la Groenlandia divenne una colonia danese, con un controllo economico e politico diretto che durò oltre due secoli.


🔹 Curiosità

Per molto tempo in Europa si pensò che i Vichinghi groenlandesi si fossero “estinti”, quando in realtà erano semplicemente scomparsi dalle rotte commerciali.

🔹 Curiosità

La maggior parte delle città groenlandesi non è collegata da strade: ci si sposta ancora oggi soprattutto in nave o in aereo.


Durante la Seconda guerra mondiale la situazione cambiò improvvisamente. Con la Danimarca occupata dalla Germania, la Groenlandia finì sotto la protezione degli Stati Uniti, che costruirono basi militari sull’isola. Fu in quel periodo che il mondo iniziò a rendersi conto dell’importanza strategica della Groenlandia nel controllo dell’Atlantico e dell’Artico.

Nel 1953 la Groenlandia cessò ufficialmente di essere una colonia e venne integrata nel Regno di Danimarca. I suoi abitanti ottennero la cittadinanza danese, ma l’integrazione fu complessa e non priva di tensioni culturali e sociali.

A partire dal 1979 arrivò una svolta decisiva con l’introduzione dell’autogoverno, che permise alla Groenlandia di gestire direttamente molti ambiti interni. Nel 2009 questo processo si rafforzò ulteriormente con il riconoscimento del diritto all’autodeterminazione e con l’uso ufficiale del nome Kalaallit Nunaat, “terra dei groenlandesi”.


🔹 Curiosità

La Groenlandia ha lasciato l’Unione Europea nel 1985, pur restando nel Regno di Danimarca, a seguito di un referendum popolare.

🔹 Curiosità

Oltre l’80% dell’isola è coperto da ghiaccio, ma quasi tutta la popolazione vive lungo le coste.


Oggi la Groenlandia gestisce autonomamente gran parte della propria vita politica ed economica, mentre la Danimarca mantiene competenze su difesa e politica estera. Il legame tra i due territori è il risultato di una storia lunga e stratificata, più che di una scelta improvvisa.

Resta però un punto aperto, che ritorna ciclicamente nel dibattito pubblico: se e quando la Groenlandia deciderà di diventare completamente indipendente. Una decisione che dipende non solo dall’identità e dalla volontà politica, ma anche dagli equilibri economici e geopolitici di una delle regioni più strategiche del pianeta.