Come funziona Dietro la Notizia

Alcune notizie che leggi qui sono vere. Altre sono bufale costruite apposta, con tutti i trucchi delle fake news. La verità, però, è sempre in fondo.

Ogni giorno ci arrivano sul telefono notizie che sembrano vere: un rimedio miracoloso, un segreto che “non vogliono farti sapere”, un antico testo che spiega tutto. Le leggiamo di corsa, ci sembrano credibili, le giriamo al gruppo di famiglia. E quasi mai arriviamo in fondo.

Dietro la Notizia nasce per giocare proprio con questo. Racconto le storie con il tono serio di un giornale. Alcune sono vere dalla prima all’ultima riga. Altre sono bufale, mescolate con fatti veri, esattamente come quelle che girano su WhatsApp e Facebook. Il trucco è lo stesso. La differenza è che qui, alla fine, te lo dico.

Come funziona

  • Leggi l’articolo fino in fondo, come faresti con qualsiasi notizia.
  • Decidi tu: è vera, è una mezza bufala o è una bufala? Vota con uno dei tre pulsanti.
  • Scopri se hai indovinato e come hanno votato gli altri lettori.
  • Leggi “Dietro la notizia”: il riquadro finale che spiega cosa è vero, cosa è inventato e quali trucchi ho usato per fartelo credere.

Se ci caschi, nessun problema: ci cascano quasi tutti, ed è proprio questo il punto. Ogni trucco che impari a riconoscere qui è uno in meno che funzionerà con te la prossima volta.

I trucchi più usati dalle bufale

Sono sempre gli stessi. Una volta che li conosci, li vedi dappertutto:

  • “Secondo alcuni studi”, “alcuni ricercatori”, “fonti storiche”, senza mai dire quali. Se una fonte esiste, si può nominare.
  • Un fatto vero all’inizio, per guadagnarsi la tua fiducia. Poi, nel mezzo, quello inventato.
  • Date e luoghi precisi (“un rapporto del 1908”, “a Firenze durante la peste”) che fanno sembrare tutto documentato.
  • Citazioni antiche senza autore: “come diceva un antico testo…”. Quasi sempre sono false.
  • “Non ne parlano perché non conviene”: la mancanza di prove trasformata in una prova di complotto.
  • Il finale misterioso, tipo “Forse sì… o forse no”: il dubbio si condivide molto più volentieri della verità.

Perché lo faccio

Perché le bufale non si combattono con le prediche, ma imparando a riconoscerle. E perché scoprire di esserci cascati, una volta, insegna più di cento avvisi.

Accanto ai giochi trovi anche storie vere, soprattutto del mio territorio, Rutigliano e dintorni. Quelle le racconto perché meritano di non essere dimenticate.

Hai trovato un errore? Hai una bufala da smontare?

Se in un articolo c’è un errore, voglio saperlo: lo correggo e lo scrivo nel riquadro finale. E se ti è arrivata una notizia che puzza di bufala, mandamela: magari diventa il prossimo articolo.

Scrivimi a [email protected].

— Vito Valenzano